Gestione delle merci pericolose nel porto di Genova

Il Decreto Legislativo n. 272/99, riguardante l’adeguamento della normativa di sicurezza e salute dei lavoratori nello svolgimento delle operazioni portuali, prevede – tra l’altro – che le Autorità Portuali stabiliscano i tempi, i limiti e le modalità relative alla disciplina del transito e della sosta temporanea delle merci pericolose in ambito portuale finalizzata alla sicurezza dell’impianto portuale in quanto insieme di beni demaniali la cui gestione è di competenza dell’Autorità stessa.

Nel rispetto di tale decreto l’Autorità Portuale di Genova (APG) ha predisposto quanto necessario - sia sotto l’aspetto organizzativo che per quanto riguarda l’aspetto normativo (Regolamento emanato con l’ordinanza del 22 maggio 2001, n. 4 e s.m.i.).

Pertanto nel porto di Genova chiunque intende:

  • depositare nelle aree di sosta autorizzate merci pericolose destinate all’imbarco;
  • depositare nelle aree di sosta autorizzate merci pericolose provenienti da sbarco;
  • fare defluire dalle aree di sosta autorizzate merci pericolose destinate all’imbarco e/o provenienti da sbarco;

 

deve fare pervenire all’Ufficio Relazioni Enti per la Prevenzione e la Sicurezza Portuale le apposite istante previste dal “Regolamento”.

 

Per quanto riguarda le procedure, l’APG ha reso disponibile un sistema informatico e telematico denominato C.C.S. (Cargo Community System) che nella sezione merci pericolose consente gli utenti che intervengono nel ciclo operativo delle merci pericolose di inviare per via telematica le informazioni richieste dal “Regolamento” e ricevere dall’APG – sempre in via telematica – le previste autorizzazioni e/o Nulla Osta.

Per l’attivazione del servizio e accedere al sistema, l’Autorità Portuale potrà fornire agli utenti interessati la password e la login necessaria.

 

Nel porto di Genova sono autorizzate n. 4 aree di sosta per merci pericolose:

  • Terminal Container VTE;
  • Terminal Container SECH;
  • Terminal Messina S.p.A.;
  • Terminal Industrie Rebora.

 

Gli obiettivi del Regolamento emanato con l’Ordinanza n. 4/2001 sono:

  1. Monitoraggio continuo e in tempo reale delle merci pericolose giacenti/transitanti nel porto di Genova:
    1. quantità
    2. localizzazione
    3. tipo di merce (classe IMDG Code)
  2. questo ai fini: 
    1. della sicurezza del porto nel suo complesso avuto riguardo ad una puntuale valutazione dei rischi e delle necessarie misure di prevenzione e protezione;
    2. dell’esigenza di interventi tempestivi e adeguati in caso di incidente;
    3. rilevamento metodico e costante dei dati statistici /quantità, tipologie, tempi medi di giacenza ecc.) finalizzato anche ad una puntuale verifica ed alla tempestiva valutazione dell’adeguatezza o meno delle infrastrutture portuali, quali le aree di sosta controllata, alle attuali esigenze di traffico nonché e soprattutto a quelle future.

Alle disposizioni della succitata Ordinanza debbono attenersi anche le Società che effettuano operazioni di rifornimento combustibile alle navi nonché ai mezzi/macchine operatrici portuali che per le loro caratteristiche tecniche sono impossibilitate a rifornirsi da impianto fisso. Ai fini del rilascio dell’autorizzazione, che ha efficacia abilitante allo svolgimento dell’attività sino al termine del pertinente anno solare, le Soc. interessate dovranno presentare istanza in carta resa legale con allegato la seguente documentazione:

  • certificato di iscrizione al registro delle Imprese presso la camera di Commercio (dichiarazione sostitutiva); 
  • dichiarazione contenente l’elenco dei mezzi e attrezzature utilizzate, nonché il personale impiegato nell’attività; 
  • copia polizza assicurativa a copertura totale;
  • copia del titolo abilitativo all’esercizio dell’attività rilasciato dall’Amministrazione competente.

 

Dati aggiornati a Febbraio 2011

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